Informativa ai sensi dell'art. 13 del D. Lgs. 196/2003 e dell'art. 13 del Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016 Questo sito utilizza cookie di terze parti per conoscere le tue preferenze ed inviarti pubblicità in linea con i tuoi interessi. Per ulteriori informazioni o per negare il consenso a questi cookie, accedi alla Informativa estesa sull'utilizzo dei cookie - Cookie policy. Cliccando su "Accetto", scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all'uso dei cookies in conformità con la nostra Cookie policy.

Punto di pareggio

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

Per stabilire il prezzo di uno o di tutti i servizi prendiamo in esame la tecnica, ormai consolidata, del break-even point (BEP) o punto di pareggio. Tale metodologia è usata per valutare la relazione che intercorre fra i ricavi e i costi variabili e fissi.

Dato un certo numero di servizi erogati, possiamo stabilire a quale livello di prezzo raggiungiamo la copertura dei costi fissi e variabili. Allo stesso modo, per contro, preso un prezzo (ad esempio quello della concorrenza), possiamo stabilire quale quantità di servizi dovranno essere erogati e venduti a determinati livelli di costo.

Il punto di pareggio (BEP) è rappresentato da quel volume di ricavi totale che eguaglia i costi totali.

Se vogliamo conoscere il punto di pareggio relativo alla quantità di servizi che devono essere venduti, ad un certo livello di prezzo, per coprire tutti i costi (fissi e variabili) è possibile utilizzare la formula seguente:

BEP= Costi Fissi / Prezzo Unitario - Costo Variabile (unitario)

Ipotizziamo che la Sport Ideal programmi un costo di attività di ginnastica per la terza età, con un prezzo unitario a lezione di €. 10 ( se prendiamo le altre forme di politica del prezzo che abbiamo analizzato, è evidente che a formula è sempre la medesima ), un costo variabile unitario di €. 4 e costi fissi per un anno intero di €. 2.500. Da questi dati otteniamo:

2.500 / 10 - 4 = 416

I punto di pareggio è rappresentato da 416 unità di lezione che dovranno essere vendute in un anno, a quel prezzo per coprire i costi totali, al di sotto saremmo nella sfera delle perdite, al di sopra nella sfera dei profitti.

Se dividiamo le 416 unità per un numero ipotetico di utenti, supponiamo 15, otteniamo le 28 lezioni che rappresentano il numero minimo da vedere. Ogni lezione successiva è profitto, ad ogni cliente in un anno.

Da questo è possibile ricavare diverse strategie del prezzo da proporre ai consumatori

Se le 28 lezioni le moltiplichiamo per €. 10 otteniamo €. 280 è cioè la quota annuale minima, da dove poter applicare una percentuale di ricavo da stabilire, per individuare un prezzo annuale che al centro sportivo dia un profitto e al cliente motivo di convenienza.

Un'altra applicazione del break-even point è quella de fatturato, per calcolare indipendentemente dalle unità erogate e vendute il fatturato necessario per coprire i costi totali (fissi e variabili) utilizziamo la formula seguente:

F = costi fissi / % margine di contribuzione

I margine di contribuzione indica la percentuale di reddito disponibile per coprire i costi fissi e raggiungere un utile dopo aver detratto i costi variabili.

Si ricava in questo modo:

%MC = 10 ( prezzo ipotetico unitario) - 4 (costo variabile unitario) / 10 ( prezzo unitario )

La percentuale del Margine di Contribuzione è del 60%

Fatturato= 2.500 / 60 * 100= 4.166,67

La quota di fatturato necessario per arrivare alla copertura dei costi totali